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INTERCETTAZIONE TELEFONICA TRA CARLO DE BENEDETTI E
ANTONIO DI PIETRO - 19 NOVEMBRE 1995 - 10:31:25 |
Di Pietro: Pronto?
DB: Benedetti: dottor di Pietro?
DP: Sì…
DB: Non l’ho svegliata?
DP: No, assolutamente. Come va
anzitutto?
DB: Sono Carlo De Benedetti… bene.
DP: Sì, l’avevo riconosciuta
benissimo. Come va? Che piacere sentirla.
DB: Bene, bene…
anch’io.
DP: Noi, a questo punto, ho capito che
abbiamo tanti amici comuni.
DB: Eh, ne abbiamo tanti… sicuro.
DP: Tanti amici comuni con cui
lavoriamo insieme.
DB: Bene… e Prodi è uno di questi, no?
DP: Prodi è uno di questi, sì. In
questo momento, pensi, sono davanti al computer…
DB: Sì?
DP: Eh, sto
scrivendo un’affettuosa lettera di … e… attenzione verso
Prodi, che credo farò con Scalfari publicamente (Eugenio
Scalfari fondatore di Repubblica, ndr), perchè lui (Prodi)
più volte mi sta tirando in ballo, in questi giorni, e
voglio raccomandargli discrezione e serenità, ma lo faccio
in modo molto cordiale.
DB: Sì, ma quando… ehm… il suo
progetto va avanti?
DP: Il «nostro» progetto… il nostro,
eh sì, il mio progetto va avanti. Sta… stiamo lavorando… ma
quando avremo modo di parlarne, poi preferisco parlargliene
a voce.
DB: Con grande piacere.
DP: Sì.
DB: Quando lei vuole, io… ho piacere
anch’io.
DP: Sì.
DB: Di qualche… anche perchè secondo
me ci vuole un’accelerazione dei tempi.
DP: Credo che ci sia un’accelerazione
in tanti sensi, devo dire che anche noi stiamo facendo
parecchio anche poi…. grazie ad amici comuni insomma, ecco.
DB: Uhm… uhm… senta una cosa, poi ne
parliamo perchè mi interessa sapere la sua idea… su questa
pseudo o finta entrata di Romiti.
DP: Eh… non lo so se poi è pseudo o se
è finta… credo che sia una variabile… anch’io ci sto
riflettendo… eh… eh.. eh… per certi versi interessante, per
certi versi… uhm… come si può dire… uhm.
DB: Conturbante.
DP: Conturbante… conturbante perchè
credo di capire dove vuole andare a virare.
DB: Mah… le dirò… io penso che tutto
qu… io mi sono convinto su quello che anche lei una volta mi
ha detto, e cioè che bisogna evitare il partito-azienda; ora
questo…
DP: Mah… quello… che partito-azienda!
E’ azienda-potere, quindi…
DB: Quindi è una cosa diversa, infatti.
DP: Ancora un po’ più… più…
DB: Al peggio, in quanto…
DP: Qui… qui siamo.
DB: Senta, appena ha un momento mi
telefoni che ci vediamo… settimana prossima, senz’altro me
ne farò carico.
DP: Grazie, dottore.
DB: Grazie a lei, arrivederci.
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